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Criteri di valutazione


ATTIVITÀ E PASSIVITÀ NON CORRENTI



Immobilizzazioni immateriali


Le immobilizzazioni immateriali a vita definita sono iscritte al costo, al netto delle relative quote di ammortamento e delle perdite di valore accumulate.

L’ammortamento viene rilevato a partire dal momento in cui l’attività è disponibile per l’uso, ovvero è in grado di operare in base a quanto inteso dalla direzione aziendale, e cessa alla data in cui l’attività è classificata come detenuta per la vendita o viene eliminata contabilmente. Le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dallo smobilizzo o dalla dismissione di un’attività immateriale sono determinate come differenza tra il corrispettivo netto di cessione e il valore contabile del bene.

Le immobilizzazioni immateriali includono:
  • Avviamento
L’avviamento rappresenta, alla data di acquisto, la parte del costo di acquisizione che eccede l’interessenza del Gruppo nel fair value delle attività e delle passività acquisite puntualmente identificabili.

L’avviamento è soggetto ad impairment test annuale ovvero ogniqualvolta si manifestino gli indicatori di perdita di valore. Eventuali perdite di valore sono iscritte a conto economico e non sono successivamente ripristinate.
  • Concessioni, licenze e marchi
Concessioni, licenze e marchi sono iscritti al costo storico, al netto degli ammortamenti e delle perdite di valore accumulate. L’ammortamento viene rilevato in base al periodo minore tra la durata contrattuale e il periodo durante il quale si prevede di utilizzare tali attività.
  • Software
Le licenze per software acquistate sono iscritte sulla base dei costi sostenuti per l’acquisto e la messa in funzione dello specifico software, al netto degli ammortamenti e delle perdite di valore accumulate. Tali costi sono ammortizzati in base alla loro vita utile.


Immobilizzazioni materiali

Le immobilizzazioni materiali sono iscritte al costo d’acquisto o di produzione, comprensivo degli oneri accessori direttamente imputabili all’acquisto e alla messa in funzione del bene, al netto degli ammortamenti e delle perdite di valore accumulate.

Gli ammortamenti vengono rilevati a partire dal momento in cui l’immobilizzazione è disponibile per l’uso, oppure è potenzialmente in grado di fornire i benefici economici ad esso associati.

Gli ammortamenti vengono calcolati a quote costanti sulla base di aliquote ritenute rappresentative della vita utile dell’immobilizzazione oppure, in caso di dismissione, fino al termine dell’utilizzo.

I terreni e le opere d’arte non sono soggetti ad ammortamento sistematico.

Fabbricati 3%
Impianti e macchinari 20%
Attrezzature 20%
Altri beni:  
– automezzi 25%
– macchine ufficio 20%-50%
– mobili e arredi 12%
   


I contributi pubblici in conto capitale che si riferiscono ad immobilizzazioni materiali sono rilevati come ricavi differiti e accreditati al conto economico lungo il periodo di ammortamento dei relativi beni.

Gli oneri finanziari derivanti dall’acquisto sono imputati a conto economico salvo il caso in cui siano direttamente attribuibili all’acquisizione, costruzione o produzione di un bene che ne giustifica la capitalizzazione (qualifying asset), nel qual caso sono capitalizzati.

Un qualifying asset è un bene che richiede necessariamente un certo periodo di tempo per essere disponibile per l’uso.

La capitalizzazione degli oneri finanziari cessa quando sostanzialmente tutte le attività necessarie per rendere il qualifying asset disponibile per l’uso sono state completate.

Le spese di manutenzione straordinaria sono incluse nel valore contabile dell’attività o contabilizzate come attività separata, come appropriato, solo quando è probabile che i futuri benefici economici associati affluiranno verso l’impresa e il costo può essere valutato attendibilmente. Le spese per riparazioni, manutenzioni o altri interventi per garantire il funzionamento dei beni sono imputate al conto economico dell’esercizio in cui sono sostenute.

Le migliorie su beni di terzi sono classificate in base alla natura del costo sostenuto, di norma, nelle immobilizzazioni materiali. Il periodo di ammortamento corrisponde al minore tra la vita utile residua dell’immobilizzazione materiale e la durata residua del contratto di locazione.

I beni patrimoniali strumentali acquistati con contratto di leasing finanziario sono contabilizzati come immobilizzazioni materiali, assoggettate all’ammortamento applicabile, in contropartita dei debiti finanziari; il costo del canone è scomposto nelle sue componenti di onere finanziario, contabilizzato a conto economico, e di rimborso del capitale, iscritto a riduzione del debito finanziario.

Le immobilizzazioni materiali sono eliminate dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando sono ritirate permanentemente dall’uso e conseguentemente non sono attesi benefici economici futuri che derivino dalla loro cessione o dal loro utilizzo. Le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dallo smobilizzo o dalla dismissione delle attività materiali sono determinate come differenza tra il valore recuperabile e il valore contabile del bene.


Perdita di valore di immobilizzazioni materiali ed immateriali

In presenza di indicatori specifici di perdita di valore, ed almeno su base annuale con riferimento alle immobilizzazioni immateriali a vita indefinita, le immobilizzazioni materiali nonchè immateriali sono soggette ad una verifica di perdita di valore (impairment test).

La verifica consiste nella stima del valore recuperabile dell’attività e nel confronto con il relativo valore netto contabile.

Se il valore recuperabile di un’attività è inferiore al valore contabile, quest’ultimo viene ridotto a valore recuperabile. Tale riduzione costituisce una perdita di valore, che viene rilevata immediatamente a conto economico.

Il valore recuperabile di un’attività è il maggiore tra il fair value e il suo valore d’uso. Il valore d’uso corrisponde al valore attuale dei flussi di cassa attesi generati dall’attività.

Allo scopo di valutare le perdite di valore, le attività sono aggregate al più basso livello per il quale sono separatamente identificabili flussi di cassa indipendenti (cash generating unit).

Qualora, a seguito di una perdita di valore, vengano meno i presupposti che hanno determinato tale svalutazione, il valore contabile dell’attività è ripristinato. Tale ripristino non può comunque eccedere il valore netto contabile che l’immobilizzazione avrebbe avuto se la perdita di valore non fosse stata rilevata.

Le perdite di valore contabilizzate a fronte dell’avviamento non sono successivamente ripristinate.


Investimenti immobiliari

Gli investimenti in oggetto sono proprietà immobiliari possedute al fine di percepire canoni di locazione, per l’apprezzamento nel tempo del capitale investito ovvero per entrambe le motivazioni.

Gli investimenti immobiliari sono inizialmente iscritti al costo comprensivo degli oneri accessori all’acquisizione e successivamente sono valutati al fair value, rilevando a conto economico gli effetti derivanti da variazioni del fair value dell’investimento immobiliare.

Il fair value di un investimento immobiliare riflette le condizioni di mercato alla data di riferimento ed è rappresentato dal corrispettivo al quale la proprietà immobiliare potrebbe essere scambiata fra parti consapevoli e disponibili, nell’ambito di una transazione basata sul principio di reciproca indipendenza.

Le valutazioni sono eseguite per singola proprietà immobiliare tenendo in considerazione i redditi netti futuri derivanti dall’affitto e quando rilevanti i relativi costi, attualizzati applicando un fattore di sconto che rifletta gli specifici rischi connessi ai flussi finanziari generati dalla stessa.

Un provento o un onere derivante da una variazione del fair value dell’investimento immobiliare è incluso nel risultato economico dell’esercizio in cui si verifica.

I proventi o gli oneri derivanti dalla dismissione di investimenti immobiliari sono determinati come differenza tra il ricavo netto della dismissione e il valore contabile dell’attività e sono imputati al conto economico nell’esercizio di cessione.

Nel caso di cambiamento di destinazione di una proprietà immobiliare da rimanenza a investimento immobiliare da iscrivere al fair value, la differenza tra il fair value alla data di riferimento e il precedente valore contabile viene imputata a conto economico.

Nel caso di un cambiamento di destinazione da investimento immobiliare iscritto al fair value a immobile ad uso strumentale, il fair value alla data del cambiamento è considerato il sostituto del costo della proprietà immobiliare per la successiva contabilizzazione.


Partecipazioni in altre imprese e altri titoli


Le partecipazioni in altre imprese che non si qualificano come partecipazioni di controllo, anche congiunto, o di collegamento e gli altri titoli di debito (ad esclusione dei titoli junior emessi nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione di crediti) inclusi nell’attivo non corrente sono classificati come attività finanziarie disponibili per la vendita (available for sale) e sono valutati al fair value. Nel solo caso di titoli azionari il cui fair value non sia stimabile in modo attendibile, viene utilizzato il costo al netto di eventuali perdite di valore.

Gli utili e le perdite derivanti dall’adeguamento del fair value sono riconosciuti in una specifica riserva di patrimonio netto, al netto del relativo effetto fiscale, fino al momento in cui non sono ceduti o subiscono una perdita di valore.

Per i titoli azionari quotati, si determina una perdita di valore quando il fair value dell’attività disponibile per la vendita è inferiore al costo per una percentuale signficativa di quest’ultimo o per un periodo di tempo prolungato.

Per i titoli azionari non quotati, si determina una perdita di valore quando, in presenza di indicatori di impairment, il loro valore recuperabile, determinato in base a tecniche di valutazione, è inferiore al costo.

Per i titoli di debito, si determina una perdita di valore quando, solo in presenza di indicatori di impairment, il loro valore recuperabile è inferiore al loro costo ammortizzato teorico alla data di riferimento.

Eventuali perdite di valore di una partecipazione classificata come un’attività finanziaria disponibile per la vendita riconosciute a conto economico in esercizi precedenti non sono ripristinate con effetto a conto economico.


Imposte differite attive e passive


Le imposte differite attive e passive sono calcolate applicando le aliquote fiscali in vigore alla data di bilancio alle differenze temporanee esistenti tra il valore di bilancio di attività e passività e il loro valore fiscale (metodo dell’allocazione globale).

Le imposte differite non sono attualizzate e sono classificate tra le attività/passività non correnti.

Le imposte differite attive e passive sono accreditate o addebitate a patrimonio netto se si riferiscono a voci che sono accreditate o addebitate direttamente a patrimonio netto nel periodo o in periodi precedenti.

Le imposte differite attive sono contabilizzate solo quando è probabile il relativo recupero nei periodi futuri.


Benefici ai dipendenti

I benefici a dipendenti, successivi al rapporto di lavoro, del tipo a benifici definiti (post-employment benefit: defined benefit plans – principalmente trattamento di fine rapporto) e gli altri benefici a lungo termine (other long term benefit) sono soggetti a valutazioni attuariali per esprimere il valore attuale del beneficio, erogabile al termine del rapporto di lavoro o successivamente, maturati dai dipendenti alla data di bilancio.

Con riferimento ai soli benefici successivi al rapporto di lavoro del tipo a benefici definiti il Gruppo Pirelli & C. Real Estate ha adottato l’opzione prevista dalla IAS 19 che consente di rilevare integralmente a patrimonio netto gli utili e le perdite attuariali nell’esercizio in cui sorgono.

Per gli altri benefici a lungo termine, gli utili e le perdite attuariali sono riconosciuti immediatamente a conto economico.

Per le voci crediti e debiti, fondi rischi e oneri, finanziamenti attivi e passivi, classificate nelle attività e passività non correnti, i criteri di valutazione e i principi contabili di riferimento non differiscono da quanto di seguito indicato a commento delle medesime voci quando incluse nelle attività e passività correnti.


ATTIVITÀ E PASSIVITÀ CORRENTI

Rimanenze

Le rimanenze sono costituite da aree da edificare, immobili da ristrutturare, immobili in costruzione e ristrutturazione, immobili ultimati in vendita, immobili di trading e materiali di consumo.

Le aree da edificare sono valutate al minore tra il costo di acquisizione ed il corrispondente presunto valore di realizzo al netto dei costi diretti di vendita. Il costo è aumentato delle spese incrementative e degli oneri finanziari capitalizzabili, analogamente a quanto descritto relativamente alle immobilizzazioni materiali.

Gli immobili in costruzione e/o in corso di ristrutturazione sono valutati al minore tra il costo, aumentato delle spese incrementative del loro valore e degli oneri finanziari capitalizzabili, ed il corrispondente presunto valore di realizzo al netto dei costi diretti di vendita.

Gli immobili di trading sono valutati al minore tra il costo ed il valore di presunto realizzo che di norma è rappresentato dal valore di mercato, desunto da transazioni immobiliari similari per zona e tipologia, al netto dei costi diretti di vendita. Il costo di acquisizione è aumentato delle eventuali spese incrementative sostenute fino al momento della vendita.



Commesse


Una commessa è un contratto specificatamente stipulato per la costruzione di un bene su istruzioni di un committente, che ne definisce preliminarmente il disegno e le caratteristiche tecniche.

I ricavi di commessa comprendono i corrispettivi concordati inizialmente con il committente, oltre alle varianti nel lavoro di commessa ed alle variazioni prezzi previste contrattualmente determinabili con attendibilità.

Quando il risultato di commessa è determinabile con attendibilità, le commesse sono valutate in base al metodo della percentuale di completamento; lo stato avanzamento è determinato facendo riferimento ai costi della commessa sostenuti fino alla data di bilancio come percentuale dei costi totali stimati per ogni commessa.

I costi sostenuti in relazione ad attività future della commessa sono esclusi dai costi di commessa nella determinazione dello stato avanzamento e sono rilevati come rimanenze.

Quando è probabile che i costi della commessa saranno superiori ai suoi ricavi totali, la perdita attesa è rilevata immediatamente come costo.

L’ammontare lordo dovuto dai committenti per lavori di commessa, per tutte le commesse in corso per le quali i costi sostenuti sommati ai margini rilevati (o al netto delle perdite rilevate) eccedono la fatturazione ad avanzamento dei lavori, è rilevato come credito.

L’ammontare lordo dovuto ai committenti per lavori di commessa, per tutte le commesse in corso per le quali la fatturazione ad avanzamento dei lavori eccede i costi sostenuti sommati ai margini rilevati (o al netto delle perdite rilevate), è rilevato come debito.


Crediti e debiti

I crediti e i debiti sono inizialmente iscritti al loro fair value, rappresentato normalmente dal valore attuale dell’ammontare che sarà incassato o pagato.

Sono successivamente valutati al costo ammortizzato, limitatamente ai crediti, ridotti in caso di perdite di valore.

I titoli junior derivanti da operazioni di cartolarizzazione crediti non performing (NPL) così come i crediti non performing acquistati a prezzi signficativamente inferiori ai valori nominali (deep discount receivables), inclusi nell’attivo non corrente e nell’attivo corrente sono classificati come crediti (loan and receivable) e sono valutati al loro costo ammortizzato, ridotto di eventuali perdite di valore.

Il costo ammortizzato è calcolato sulla base del tasso effettivo di rendimento. Il tasso effettivo di rendimento equivale al tasso di attualizzazione dei flussi di cassa futuri in modo da ottenere esattamente il valore contabile netto all’atto della rilevazione iniziale.

L’eventuale perdita di valore dei titoli junior è rappresentata dalla differenza tra le previsioni dei flussi netti di cassa attesi dai portafogli NPL sottostanti alla data di acquisizione dei titoli, e le previsioni dei flussi dei medesimi portafogli, aggiornate alla data di preparazione del bilancio, dove entrambe le previsioni sono scontate al tasso di rendimento effettivo determinato alla data di acquisizione dei titoli junior. Se vengono meno le ragioni che hanno comportato la svalutazione dei titoli junior, le perdite di valore iscritte in periodi precedenti sono annullate attraverso accredito al conto economico fino a concorrenza del costo ammortizzato che risulterebbe se non fosse stata rilevata la perdita di valore.

Con riferimento ai crediti non performing si procede all’adeguamento del valore contabile ogniqualvolta vi è una modifica nella stima dei flussi di cassa attesi. Le eventuali differenze sono riconosciute a conto economico.

I crediti e debiti in valuta diversa dalla valuta funzionale delle singole entità sono adeguati ai cambi di fine anno con contropartita conto economico.

I crediti sono cancellati allorché è estinto il diritto a ricevere i flussi di cassa, quando sono stati trasferiti in maniera sostanziale tutti i rischi e i benefici connessi alla detenzione del credito o nel caso in cui il credito è considerato definitivamente irrecuperabile dopo che tutte le necessarie procedure di recupero sono state completate.

I debiti sono rimossi dal bilancio quando la specifica obbligazione contrattuale è estinta.



Strumenti derivati


Al momento della rilevazione iniziale, gli strumenti derivati sono iscritti al fair value. Successivamente alla rilevazione iniziale sono valutati al fair value; gli aggiustamenti di fair value sono rilevati a conto economico, ad eccezione dei derivati designati come strumenti di copertura di flussi finanziari (cash flow hedge).

Gli strumenti derivati, che soddisfano i requisiti previsti dallo IAS 39 per l’applicazione dell’hedge accounting, vengono contabilizzati in base a tale metodologia.

In particolare l’operazione è considerata di copertura se esiste una documentazione della relazione tra lo strumento di copertura e i rischi coperti che evidenzi gli obiettivi di gestione del rischio, la strategia per effettuare la copertura e i metodi che saranno utilizzati per verificare l’efficacia della copertura. Un’operazione è considerata di copertura se è efficace nel momento in cui ha inizio e, prospetticamente, durante tutta la vita della stessa.

Diversamente, gli strumenti derivati per i quali non è attivato l’hedge accounting sono valutati al loro fair value nonostante si tratti di contratti stipulati al fine di proteggersi da fluttuazioni avverse dei tassi d’interesse e, più in generale, al fine di gestire i rischi che il Gruppo si trova a fronteggiare nell’ambito dell’operatività, considerato che la politica del Gruppo non ammette la stipula di strumenti derivati ai fini puramente speculativi. L’adeguamento del fair value viene rilevato a conto economico.

Derivati qualificabili come strumenti di copertura di flussi finanziari (cash flow hedge)

In tutti i casi in cui i derivati sono designati come strumenti di copertura ai fini dello IAS 39, il Gruppo documenta in modo formale, a partire dall’inizio della copertura stessa, la relazione di copertura tra lo strumento di copertura e l’elemento coperto, gli obiettivi della gestione del rischio e la strategia perseguita nell’effettuare la copertura.

Il Gruppo documenta altresì la valutazione dell’efficacia dello strumento di copertura nel compensare le variazioni nei flussi finanziari attribuibili al rischio coperto. Tale valutazione è effettuata all’inizio della copertura e in misura continuativa per tutta la sua durata.

La porzione efficace dell’aggiustamento di fair value del derivato che è stato designato e che è qualificabile come strumento di copertura viene rilevata direttamente a patrimonio netto, mentre la parte inefficace, se presente, viene rilevata a conto economico.

Derivati non qualificabili come strumenti di copertura

Gli aggiustamenti di fair value di strumenti derivati non qualificabili come strumenti di copertura sono rilevati immediatamente a conto economico.

Determinazione del fair value

Il fair value di strumenti finanziari quotati in un mercato attivo si basa sui prezzi di mercato alla data di bilancio. I prezzi di mercato utilizzati per i derivati sono i bid price, mentre per le passività finanziarie sono gli ask price. Il fair value di strumenti che non sono quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando tecniche di valutazione, basate su una serie di metodi e assunzioni legate a condizioni di mercato alla data di bilancio.


Disponibilità liquide

Le disponibilità liquide includono cassa e depositi bancari a vista o a brevissimo termine e sono iscritte al loro valore nominale.


Fondi per rischi e oneri

I fondi per rischi e oneri comprendono gli accantonamenti derivanti da obbligazioni attuali (legali o implicite) quali risultati di un evento passato, per l’adempimento delle quali è probabile che si renderà necessario un impiego di risorse, il cui ammontare può essere stimato in maniera attendibile.

Se l’effetto dell’attualizzazione è significativo, i fondi sono esposti al loro valore attuale.


PATRIMONIO NETTO

Azioni proprie

Le azioni proprie sono classificate a riduzione del patrimonio netto.

Nel caso di vendita o cancellazione di azioni proprie, gli utili/perdite conseguenti sono rilevati nel patrimonio netto.


Costi per operazioni sul capitale

I costi direttamente attribuibili ad operazioni sul capitale sono contabilizzati a diretta riduzione del patrimonio netto.

Piani di stock option ai dipendenti

Le stock option si suddividono in due tipologie che prevedono modalità di contabilizzazione diverse in funzione delle caratteristiche del piano:
  • equity settled: sono piani in cui al beneficiario viene concesso il diritto di acquistare azioni della società ad un prezzo prefissato qualora specifiche condizioni siano soddisfatte. In tali casi il fair value dell’opzione, determinato al momento dell’assegnazione, viene rilevato come costo a conto economico lungo la durata del piano con contropartita un incremento delle riserve di patrimonio netto;


  • cash settled: sono piani che prevedono opzioni put a favore del beneficiario, abbinate ad opzioni call a favore dell’emittente, ovvero piani in cui il beneficiario riceve direttamente il controvalore monetario del beneficio derivante dall’esercizio teorico della stock option. Il fair value dell’opzione, determinato al momento dell’assegnazione, viene rilevato come costo a conto economico lungo la durata del piano, con contropartita un debito nello stato patrimoniale. Le quote di competenza dell’onere complessivo vengono rideterminate ad ogni chiusura sulla base dell’adeguamento della rilevazione del fair value che, a scadenza, equivale al pagamento da effettuarsi a favore del dipendente.


CONTO ECONOMICO

Riconoscimento dei ricavi

I ricavi sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o spettante.


Vendite di beni

I ricavi per vendite di beni sono rilevati solo quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
  • la maggior parte dei rischi e dei benefici connessi alla proprietà dei beni è stata trasferita all’acquirente;


  • l’effettivo controllo sui beni venduti e il normale livello continuativo di attività associate con la proprietà sono cessate;


  • il valore dei ricavi è determinabile in maniera attendibile;


  • è probabile che i benefici economici derivanti dalla vendita saranno fruiti dall’impresa;


  • i costi sostenuti o da sostenere sono determinabili in modo attendibile.


In particolare con riferimento alle vendite di beni immobili il ricavo è normalmente rilevato nel momento in cui la proprietà è trasferita all’acquirente corrispondente alla data del rogito. Nei casi in cui la natura e la misura del coinvolgimento del venditore siano tali da comportare che i rischi e i benefici relativi alla proprietà non siano di fatto trasferiti, il momento di rilevazione dei ricavi è differito fino alla data in cui tale trasferimento può considerarsi avvenuto.


Prestazioni di servizi

Il ricavo di un’operazione per prestazione di servizi è rilevato solo quando i risultati della transazione possono essere attendibilmente stimati, con riferimento allo stadio di completamento dell’operazione alla data di riferimento del bilancio. I risultati di un’operazione possono essere attendibilmente stimati quando sono soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
  • l’ammontare dei ricavi può essere determinato in maniera attendibile;


  • è probabile che l’impresa fruirà dei benefici economici derivanti dall’operazione;


  • lo stadio di completamento dell’operazione alla data di riferimento del bilancio può essere attendibilmente misurato; e


  • i costi sostenuti per l’operazione e i costi da sostenere per completarla possono essere determinati in modo attendibile.



Interessi

Gli interessi sono rilevati con un criterio temporale che consideri il rendimento effettivo dell’attività o della passività.

Royalties

Le royalties sono rilevate in base al principio della competenza, secondo quanto previsto dal contenuto dell’accordo relativo.

Dividendi

I dividendi sono rilevati nel momento in cui sorge il diritto per gli azionisti a ricevere il pagamento, che normalmente corrisponde alla data dell’assemblea annuale dei soci che delibera sulla distribuzione dei dividendi.

I dividendi ricevuti da società valutate con il metodo del patrimonio netto (collegate e joint venture) sono registrati a riduzione del valore della partecipazione.

Imposte correnti

Le imposte correnti sono determinate sulla base di una realistica previsione degli oneri da assolvere in applicazione delle vigenti normative fiscali del Paese.

La capogruppo Pirelli & C. Real Estate S.p.A. e numerose società controllate italiane partecipano al “consolidato fiscale nazionale” di Pirelli & C. S.p.A., che consente di trasferire il reddito complessivo netto o la perdita fiscale delle singole società partecipanti in capo alla controllante, la quale determinerà un reddito imponibile unico del Gruppo Pirelli & C. o un’unica perdita fiscale riportabile, come somma algebrica dei redditi e/o delle perdite, e pertanto iscriverà un unico debito o credito d’imposta nei confronti del Fisco.

Classificazione portafoglio immobiliare: Rimanenze (IAS 2) – Investimenti immobiliari (IAS 40)

Sulla base del modello di business prevalente all’interno del Gruppo, la maggior parte del patrimonio immobiliare è classificata nella voce rimanenze, in quanto detenuta con finalità di trading e comunque destinata ad essere venduta nel corso del normale ciclo operativo delle società incluse nel perimetro di consolidamento.