Politica di gestione dei rischi finanziari
La gestione dei rischi finanziari è parte integrante della gestione delle attività del Gruppo Pirelli & C. Real Estate. Essa è svolta centralmente per tutto il Gruppo dalla Direzione Centrale
Amministrazione Finanza e Controllo che definisce le categorie di rischio e per ciascun tipo di
transazione e/o strumento ne indica modalitá e limiti operativi.
Tipologia di rischi coperti
Rischio di cambio
Nel corso del 2006 Pirelli & C. Real Estate S.p.A. ha iniziato un’attività di investimento in Polonia,
paese appartenente all’Unione Europea, ma non aderente all’euro. Per la prima volta si sono
messe in atto politiche di copertura per sterilizzare l’effetto cambio di natura transazionale, tramite
l’utilizzo esclusivo di strumenti elementari e IAS compliant.
Rischio di credito
Il Gruppo non è caratterizzato da rilevanti concentrazioni del rischio di credito. Le linee guida in
essere sono tali da assicurare un’idonea valutazione della solidità finanziaria dei clienti.
Rischio di liquidità
Una gestione prudente del rischio di liquidità implica il mantenimento di un adeguato livello di
disponibilità liquide e/o titoli a breve termine facilmente smobilizzabili, la disponibilità di fondi ottenibili
tramite un adeguato ammontare di linee di credito committed e/o la capacità di chiudere posizioni aperte sul mercato. Per la natura dinamica dei business in cui opera, il Gruppo privilegia
la flessibilità nel reperire fondi mediante il ricorso a linee di credito che siano da un lato
committed, ovvero prevedano la possibilità da parte dei finanziatori di chiedere il rimborso non
prima di una data prestabilita, dall’altro revolving ovvero prevedano la possiblità da parte del
Gruppo di rimborsare i singoli utilizzi ricostruendone così la disponibilità.
Rischio di tasso di interesse
Il rischio di tasso di interesse a cui è esposto il Gruppo è originato prevalentemente dalle linee
di credito committed e dai debiti finanziari a lungo termine. Trattandosi di debiti a tasso variabile
il Gruppo è esposto ad un rischio di cash flow.
Il Gruppo può gestire il rischio di cash flow sui tassi di interesse mediante il ricorso a contratti
derivati. Gli strumenti derivati considerati sono esclusivamente quelli definibili di copertura secondo
i criteri previsti dai Principi Contabili IAS/IFRS, tipicamente interest rate swap, che trasformano
il tasso variabile in tasso fisso, interest rate cap, che fissano un limite massimo ai tassi
passivi dovuti dal Gruppo e interest rate collar, che per mitigare il costo del cap, introducono
anche un limite minimo ai medesimi tassi passivi (floor).
L’acquisto e la designazione di tali derivati come strumenti di copertura ai fini dello IAS/IFRS 39
viene decisa caso per caso e autorizzata centralmente dalla Direzione Centrale Amministrazione
Finanza e Controllo.
Nel gennaio 2006 sono state perfezionate coperture con primarie banche internazionali per un
valore di complessivi 120 milioni di euro ciascuno, finalizzati a congelare il rischio di rialzi eccessivi
dei tassi di interesse.
Si evidenzia che una quota significativa di rischio di tasso è coperto tramite natural hedge, grazie
alla presenza di crediti finanziari attivi a tasso variabile (finanziamenti soci accordati a società
e fondi immobiliari).
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